Don Roberto Ghiani canonico del Capitolo Metropolitano

Don Roberto Ghiani canonico del Capitolo Metropolitano

Don Roberto Ghiani canonico del Capitolo Metropolitano

Il Cancelliere Arcivescovile rende noto che S. E. R. Monsignor Giuseppe Baturi, Arcivescovo Metropolita di Cagliari, sentito il parere dei Reverendissimi Monsignori Canonici del Capitolo Metropolitano della Cattedrale, ha provveduto alle seguenti nomine:

La presa di possesso dell’ufficio corale sarà presieduta dall’Arcivescovo in Cattedrale, domenica 15 dicembre 2024 alle 10.00, dopo il canto dell’Ora Terza.

Dato in Cagliari, dalla Curia Arcivescovile, 7 dicembre 2024

Il Cancelliere Arcivescovile

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Il ministero del lettorato: intervista ad Alessio Pilloni

Il ministero del lettorato: intervista ad Alessio Pilloni

Il ministero del lettorato: intervista ad Alessio Pilloni

Pubblichiamo di seguito l’intervista al nostro seminarista Alessio, che sabato 9 novembre riceverà il ministero del lettorato nella cappella del Seminario Regionale, assieme ad altri compagni di altre Diocesi che, però, riceveranno l’accolitato.

Brevemente, chi sei, da dove vieni e quale percorso ti ha condotto in seminario?

Alessio: Sono Alessio Pilloni 23 anni, sono nato a Serramanna e provengo dalla Parrocchia di Sant’Ignazio da Laconi.

Fin da piccolo ho frequentato la parrocchia dove attraverso il catechismo mi sono preparato a ricevere i Sacramenti, nel servizio del chierichetto e frequentando l’oratorio.

Chi è il lettore?

Alessio: Il lettore è un ministro istituito, il quale presta la sua voce per la proclamazione della parola di Dio, si impegna a educare alla comprensione della Parola e inoltre,ultimo ma non meno importante, il lettore deve cibarsi e vivere secondo quanto proclama.

Come senti che può inserirsi il ministero che stai per ricevere nella realtà pastorale nella quale attualmente ti trovi?

Alessio: La parola di Dio non solo ci educa e ci aiuta a crescere, ma allo stesso tempo ci dà conforto e consolazione e spesso nelle corsie dell’ospedale si ha tanto bisogno di questo.

Il ministero del lettorato ha come fulcro la Parola di Dio: c’è un versetto/brano che ha inciso e ancora risuona nella tua vocazione?

Alessio: Come versetto per me importante mi porto dietro Mt 4,19,Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini. È il versetto che mi ha accompagnato per il mio primo eccomi dinnanzi alla chiesa il giorno del rito di ammissione e continua ad accompagnarmi ancora oggi per il lettorato. Mi ricorda che ogni passo è sequela nel cammino che il Signore ha scelto per me e che soprattutto davanti a noi nel cammino c’è Lui che mai ci abbandona e che invece è conforto nella difficoltà, luce nei dubbi e aiuto sicuro nel pericolo.

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Corsi estivi per giovani a Selva di Val Gardena

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Dal 28 luglio al 7 agosto, in compagnia di una quarantina di giovani provenienti da tutta Italia e accompagnati da una equipe di padri gesuiti, abbiamo trascorso una significativa esperienza di comunità e condivisione nel comune di Selva di Val Gardena.
Così, l’equipe che guida l’esperienza descrive la proposta dei corsi per giovani (19 – 35 anni) a cui abbiamo partecipato: “Questi corsi vogliono accompagnare le persone ad una sempre maggiore libertà e responsabilità, in particolare attraverso una sempre migliore conoscenza delle Scritture, della società e della propria umanità. Corsi di lettura continua del Vangelo, corsi di preparazione a compiere scelte importanti nella vita, corsi in vista di assunzione di responsabilità nella società: sono le proposte, tutte accomunate dal desiderio di formare uomini donne per gli altri”.
Il tema che ha accompagnato le nostre giornate di fraternità era: “L’arte di ascoltare la vita. Per una vita da raccontare con arte”.
Un ascolto, quello messo al centro della nostra permanenza a Selva, affinato con la partecipazione ai vari laboratori (discernimento, musica e Scrittura e storytelling) e la condivisione di lunghe escursioni lungo i sentieri delle Dolomiti, negli ultimi anni battuti da migliaia di giovani desiderosi di ascoltare la vita per leggersi dentro e compiere nel mondo scelte consapevoli.
Tornando in Sardegna, accanto alla gratitudine per il dono ricevuto, portiamo con noi la riscoperta dell’arte di ascoltare noi stessi, Dio e gli altri.

Lorenzo Vacca, Nicolas Arba e Paolo Vacca

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Dal 1 al 4 agosto, in compagnia di altri giovani della nostra diocesi, abbiamo vissuto l’esperienza del campo nazionale del settore giovani di Azione Cattolica.
L’incontro ha avuto luogo a Castellammare di Stabia, una splendida città affacciata sul mare a 30 km da Napoli.
Lì abbiamo incontrato più di cento giovani provenienti da tutta Italia, desiderosi di condividere con altri la loro passione per il Vangelo e ricevere nuovi stimoli dai relatori e dall’incontro coi loro coetanei.
“Fatta a mano” era il tema dell’incontro. Un’espressione sintetica per esprimere il desiderio di riflettere insieme sulla dimensione comunitaria e unitaria della responsabilità. Così il sito del settore presentava le motivazioni del campo: “Le forme di servizio che maturiamo in Associazione interpellano ciascuno di noi, dentro la nostra vita e ci pongono necessariamente in relazione agli altri. Essere responsabili in AC non è un gioco per battitori liberi, bensì di squadra”.
Oltre ai segretari nazionali e agli assistenti del settore giovani e del MSAC, abbiamo ascoltato gli interventi di don Gigi Verdi, fondatore della Fraternità di Romena, e Giuseppe Notarstefano, Presidente Nazionale.
Al Seminario Arcivescovile e alla nostra AC diocesana, la gratitudine per averci coinvolti in una così significativa esperienza di dialogo con tanti coetanei impegnati anch’essi nell’evangelizzazione e nell’accompagnamento dei giovani.

Leonardo Piras e Cristiano Pani

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Due anni di pastorale a Sant’Ugo: la mia esperienza a Roma

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Mi chiamo Cristiano Pani, ho 21 anni e quest’anno ho terminato il biennio filosofico presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore.

In questi due anni che ho trascorso a Roma ho prestato servizio nella parrocchia di Sant’Ugo, situata nel quartiere Serpentara; una parrocchia assai giovane, fondata nel 1985 dal cardinale vicario Ugo Poletti, la cui chiesa è stata consacrata nel 1991 e attualmente comprende un territorio di circa 20.000 abitanti. Rispetto ai numeri standard delle parrocchie della nostra diocesi, ho incontrato un ambiente molto più vasto, in cui mi sono potuto confrontare con tante realtà diverse. In primis sottolineo la ricchezza data dalla diversità di provenienze dei sacerdoti, dei diaconi e dei seminaristi che, come me, sono stati in questa comunità durante questi due anni. Si passa, infatti, da Roma alla Colombia, alla Puglia, alla Calabria, Uganda e persino Vietnam; questo ha permesso una condivisione ad ampio raggio, in cui ciascuno ha potuto leggere dai racconti dell’altro come la santa madre Chiesa, in tante forme variegate, continua la sua missione, affidatale dallo stesso Gesù Cristo, di portare la buona novella ad ogni uomo sulla faccia della terra. La stessa parrocchia coltiva lo spirito missionario, collaborando in una missione in Mozambico.

La comunità di Sant’Ugo è molto attiva e si prende cura di ogni persona, attraverso gruppi che coinvolgono tutte le fasce d’età. Il parroco, Don Diego Conforzi, mi ha affidato il compito di parlare di Gesù ai più piccoli, ogni venerdì, seguendo il gruppo dell’Azione Cattolica composto da bambini dai 6 agli 8 anni, collaborando con due ragazze da tempo inserite nell’AC. Lo stesso giorno, con cadenza settimanale, ho affiancato due catechisti del post-cresima, occupandomi quindi dei ragazzi adolescenti, con i quali abbiamo vissuto anche la bella esperienza della convivenza quotidiana negli ambienti parrocchiali, durante i 10 giorni di missione che ogni anno aprono la ripresa in seminario dopo le vacanze estive. In questo stesso contesto ho sperimentato, da una parte, le difficoltà di una grande città, in cui opera anche la criminalità, in quanto, appena arrivato là per la missione, ho subito un furto in cui a me e ai miei compagni sono stati sottratti i bagagli. Dall’altra parte, invece, ho incontrato il buon cuore di tanti cristiani e dei sacerdoti, che con le loro opere buone continuano a risplendere come la lampada che Sant’Ugo tiene in mano e ci hanno aiutato a rimediare al danno subito, per poter continuare la nostra attività con il gruppo dei giovani. Possano valere per tutti loro le parole del Signore quando dice: “Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa” (Mt 10, 42).

Ogni domenica, infine, ho prestato servizio nell’aula del catechismo in preparazione alle prime comunioni, insieme ad una catechista che da tanti anni si dedica a questo; abbiamo accompagnato i bambini nello scoprire sempre di più la buona notizia annunciata nelle Scritture e il tesoro di grazia contenuto nella frequentazione dei Sacramenti.

Con tanta gratitudine per quanto ricevuto, ho terminato quest’anno il mio servizio presso la parrocchia Sant’Ugo, che mi lascia un bel bagaglio di esperienze vissute da custodire.

Cristiano Pani

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